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Il ruolo dell’Europa nel programma del partito CDU-CSU

di Amelia Bandini

Europa: Mit Sicherheit ‘Europa: con sicurezza’. È questo lo slogan scelto come titolo del capitolo dedicato all’Europa all’interno del programma elettorale dei partiti CDU e CSU, che presentano liste uniche da lungo tempo.

L’allocuzione ‘mit Sicherheit’ restituisce al lettore la posizione europeista del partito, giocando su una doppia possibilità di interpretazione, sia nel senso di un sostegno sicuro, senza dubbi ed esitazioni  all’ideale europeo, che come evocazione del ruolo protettivo che svolge l’Unione Europea nei confronti degli stati membri. L’alta frequenza del termine ‘Europa’, che emerge dall’analisi quantitativa delle parole usate nell’intero programma, è prova della sua centralità nella campagna elettorale.  Fra i collocati del termine ‘Europa’ emergono quattro significative occorrenze che presentano le quattro metafore usate per rappresentare i cardini della visione europeista dei partiti:  la UE come  spazio di (condivisione del) benessere ‘Wohlstandsraum’, come società basata sulla condivisione valoriale ‘Wertegemenischaft’,  come garanzia di sicurezza ‘Sicherheitsgarantie’, come progetto di pace ‘Friedensproject’. All’interno di queste grandi tematiche, affrontate in singoli paragrafi, si snodano il ragionamento e le proposte del partito CDU-CSU. A queste se ne aggiunge una quinta, trasversale: il progetto di consolidare l’alleanza con la Francia per costituire insieme il motore propulsore della Unione Europea ‘Deutschland und Frankreich als Motor Europas’.

La prima metafora ‘Europa als Wohlstandraum’ ‘Europa come spazio di benessere’ è finalizzata a mediare gli effetti positivi della politica economica comune. Il progetto europeo ha generato benessere agli stati membri per un lungo periodo, grazie ai vantaggi derivanti dallo spazio unico europeo e dalla libera circolazione di merci, capitali e persone al suo interno. Nel programma si sostiene senza esitazione che poiché dalla solidarietà fra gli stati membri si generano vantaggi economici per tutti, tutti devono contribuire ad un rilancio dell’economia europea ed in particolare delle politiche contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. La Germania si candida insieme alla Francia a promuovere politiche mirate ad una duratura stabilizzazione dell’Eurozona, nel rispetto di regole certe e condivise, prima fra tutte il Patto di Stabilità e Crescita.  Si esclude però qualunque ipotesi di mettere in comune i debiti pubblici.

La seconda immagine proposta è quella dell’’Europa come una società basata su valori comuni’ ‘Europa als Wertegemeinschaft’. Essa è indirizzata a rappresentare la UE come una associazione i cui membri condividono valori comuni e si impegnano a difendere la libertà,  la democrazia, l’uguaglianza, i diritti dell’uomo, la libertà di religione.  In questo paragrafo vengono affrontate due questioni. La prima, quella della Brexit, viene risolta in poche righe spiegando che uscire dallo spazio comune europeo comporta la perdita dei vantaggi comunitari. La seconda, invece, riguarda un problema di politica interna tedesca, molto dibattuto nel paese: l’adesione della Turchia alla UE. La comunità Turca è la più numerosa fra le comunità immigrate in Germania e fra quelle di più vecchia tradizione e di maggiore coesione interna, poco integrata, dal punto di vista dello stile di vita, con la comunità tedesca. Il governo tedesco ha sempre temuto che l’entrata della Turchia nella UE portasse ad un ulteriore rafforzamento di questa comunità, mal sopportato da molti tedeschi. Grazie alla sua numerosità, la comunità Turca costituisce però una ragguardevole fetta dell’elettorato tedesco e per questa ragione non può essere trascurata. Il partito cerca di mediare fra le diverse istanza dichiarandosi pronto a promuovere nuovi accordi fra la Turchia e la UE, ma allo stesso tempo dichiara la propria contrarietà ad una adesione della Turchia all’Unione Europea. La metafora dell’Europa come ‘società basata su valori comuni’ serve proprio a spiegare l’impossibilità di ammettere un membro come la Turchia, che mostra di non rispettare i valori su cui si basa l’associazione, cioè le libertà fondamentali come quelle di opinione, di stampa, di religione.

La metafora dell’Europa come ‘Progetto di pace’ ‘Friedensproject’ presenta la UE come spazio all’interno del quale regna da oltre 60 anni la pace, per proteggere la quale, però, occorre mettere in atto anche interventi finalizzati a sedare conflitti in stati confinanti, come è stato il caso del conflitto fra l’Ucraina e la Federazione Russa. Il progetto di pace ha bisogno quindi delle proprie ‘armi’  e per questo si propone nel programma una ‘Unione di difesa ‘Verteidigungsunion’ finanziata con un ‘Fondo Europeo di Difesa’ ‘Europäischer Verteidigungsfond’. La metafora del ‘progetto di pace’ potrebbe celare quindi la proposta di creare un esercito europeo. 

Con la quarta metafora l’Europa viene presentata come ‘Garanzia di Sicurezza’ ‘Sicherheitsgarantie’. La UE deve proteggere i propri interessi assumendosi la propria responsabilità geostrategica e affrontare in modo coeso il proprio ruolo internazionale, deve proporsi come una Europa della libertà, della sicurezza e della prosperità ‘Freiheit, Sicherheit, Prosperität’.  La Germania viene candidata ad avere un ruolo importante: nella frase ‘Auf Deutschland und auf Europa kann man sich in diesen unruhigen Zeiten als Partner verlassen’ ‘In questi tempi turbolenti occorre fare affidamento sulla Germania e sull’Europa come partner’ il paese viene infatti quasi identificato con l’Europa. In virtù di questa sorte di ‘investitura europea’, i tedeschi  vengono chiamati a reagire al populismo interno di destra e a tenere alta la bandiera dei veri valori quali la democrazia, la liberà, i diritti umani, lo stato di diritto e,appunto, l’Europa. L’Europa diventa quindi uno dei riferimenti della democrazia tedesca: con una metafora sportiva, si afferma che essa deve essere ‘messa in forma’ ‘fit machen’ per il presente e per il futuro ‘für Gegenwart und Zukunft’. La UE è ‘Garante della Sicurezza’ per la politica interna ed estera degli Stati membri perché, nell’ambito di una globalizzazione crescente, nessuno stato può pensare di riuscire a difendersi da solo. Ulteriori proposte riguardano una maggiore protezione dei confini esterni grazie al rafforzamento dell’agenzia ‘Frontex’, la stipula di ulteriori accordi internazionali finalizzati a scoraggiare l’immigrazione economica secondo il modello di quello sottoscritto con la Turchia, una politica comune e responsabile di tutti i paesi europei verso i rifugiati, l’istituzione di un registro per tutti coloro che provengono a si dirigono verso paesi extraeuropei, al fine di mettere in atto una efficace difesa contro il terrorismo islamico.

Il capitolo sull’Europa finisce con un paragrafo specificamente dedicato al partenariato fra Germania e Francia, che si prospetta possa allargarsi in futuro anche alla confinante Polonia. La proposta è incentrata soprattutto sull’intesa franco-tedesca. Sottolineando come essa sia stata fortemente voluta sin dagli albori del progetto Europeo dai presidenti De Gaulle e Adenauer, il programma ripropone l’alleanza candidandola ad essere il ‘motore dell’Europa’ ‘Deutschland und Frankreich als Motor Europas’. La metafora è quella che presenta l’Unione Europea come un convoglio trainato da una locomotiva. Molte ricerche hanno evidenziato come questa metafora non restituisca una visione della UE come quella di una intesa fra pari, ma piuttosto di un insieme di stati dei quali alcuni trainano altri e quindi non tutti hanno lo stesso ruolo: in poche parola, per dirla con un’altra metafora, una Europa piramidale al cui vertice si trovano gli stati più importanti. Si tratta certamente di una buona immagine da presentare in una campagna elettorale interna, visto che la Germania viene candidata a svolgere la funzione di locomotiva –o di vertice della piramide-, seppure insieme alla Francia.

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